BIENNALE DI VENEZIA 2018 - ARCIPELAGO ITALIA .Progetti per il futuro dei territori interni del Paese.

Padiglione Italia

Lo spazio del nostro Paese a La Biennale di Venezia, allestito con le proposte nazionali più interessanti, nell’alternanza annuale tra arte e architettura.

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Né altra Né questa: La sfida al Labirinto.
La mostra del Padiglione Italia 2019

Né altra Né questa: La sfida al Labirinto è il titolo della mostra, a cura di Milovan Farronato, pensata per il Padiglione Italia in occasione della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia che aprirà al pubblico il prossimo 11 maggio. Gli artisti coinvolti, con lavori inediti e opere storiche, sono Enrico David (Ancona, 1966), Chiara Fumai (Roma, 1978 – Bari, 2017) e Liliana Moro (Milano, 1961). Il progetto è focalizzato sulla metafora del labirinto come messa in scena della non linearità dell’esistenza, puntando l’attenzione sulla necessità del dubbio e dell’intuizione come strumenti ineludibili del sapere umano.

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Spiega Milovan Farronato: “Venezia è un labirinto che nei secoli ha affascinato e ispirato l’immaginazione di tanti creativi, tra cui Jorge Luis Borges e Italo Calvino, i due più grandi labirintologi contemporanei a detta del matematico Pierre Rosenstiehl. Venezia, indiscusso centro cartografico del Rinascimento, viene descritta da Calvino come un luogo in cui le carte geografiche sono sempre da rifare dato che i limiti tra terra e acqua cambiano continuamente, rendendo gli spazi di questa città dominati da incertezza e variabilità. È in questo contesto dal carattere imprevedibile che emerge Né altra Né questa, una mostra in cui le opere esposte, in stretto dialogo tra di loro e con l’allestimento, generano continuamente nuovi percorsi e nuove interpretazioni, ramificati come un micelio.”

Il sottotitolo della mostra allude a “La sfida al labirinto”, saggio seminale di Italo Calvino del 1962, a cui Né altra Né questa si ispira. In questo testo l’autore propone un lavoro culturale aperto a tutti i linguaggi possibili e che si senta corresponsabile nella costruzione di un mondo che, avendo perso i propri punti di riferimento tradizionali, non chiede più di essere semplicemente rappresentato. Per visualizzare le ingarbugliate forme della realtà contemporanea, Calvino elabora l’efficace metafora del labirinto: un apparente intrico di linee e tendenze in realtà costruito secondo regole rigorose. Interpretando tale linea di pensiero in chiave artistica, Né altra Né questa attualizza – già a partire dal suo titolo, che disorienta attraverso la figura retorica dell’anastrofe – un progetto artistico di “sfida al labirinto” in cui si comprende la lezione di Calvino, mettendo in scena un percorso espositivo non lineare e non riducibile ad un insieme di traiettorie pulite e prevedibili. Molteplici e generosi sono i percorsi e le interpretazioni offerti allo spettatore, a cui la mostra affida la possibilità di assumere un ruolo attivo nel determinare il proprio itinerario e mettersi così a confronto con l’esito delle proprie scelte, contemplando il dubbio e l’indeterminatezza come parti ineludibili della conoscenza.

“La creatività italiana conferma la sua importanza nel panorama internazionale con il progetto del Padiglione Italia alla prossima Biennale Arte – dichiara il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli – che coniuga la novità della visione del curatore con la bravura degli artisti e la qualità della ricerca. L'Italia è orgogliosa del proprio passato, ma sa interpretare lo spirito dei tempi con la sperimentazione e la valorizzazione dei talenti dell'arte contemporanea”.

“Il lavoro della Direzione Generale – afferma il Direttore Generale e Commissario del Padiglione Italia Federica Galloni – è orientato alla valorizzazione e alla promozione dell'arte e dell'architettura contemporanee, in linea con quanto accade in Europa. La cultura e la creatività svolgono un ruolo determinante nella crescita dell'individuo. In questa direzione l'arte contemporanea contribuisce a migliorare la qualità della vita di tutta la comunità dei cittadini occupandosi di temi e di valori comuni in modo straordinario e anticipando rivoluzioni del pensiero e del costume che si riflettono inevitabilmente nella società.”

"L'impegno curatoriale di quest'anno – sottolinea il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta - mi sembra evidente e già costituisce motivo di interesse; gli artisti presenti sono davvero degni della nostra attenzione. L'idea del labirinto, che può condurre per varie vie e interruzioni di percorsi alla difficile ricerca di una via di uscita, ben si affianca all'idea di una Biennale nella quale si offrono a chi la percorre una miriade di occasioni, di porte aperte e di luoghi del desiderio, tutti affascinanti e disorientanti a un tempo, nei quali perdersi non è il peggiore dei peccati."

Il calendario degli appuntamenti culturali prevede un ciclo di talk a cui partecipano gli artisti Enrico David e Liliana Moro e il filosofo Marco Pasi. Alla film-maker Anna Franceschini è affidata la documentazione della mostra, realizzata come film corto sperimentale con il titolo Bustrofedico, che verrà presentato a Venezia a fine mostra, prodotto da In Between Art Film e Gluck50.

Nell’ambito della mostra verrà inoltre realizzato un programma di attività educative rivolto ai giovani studenti delle accademie e delle scuole di ballo, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBAC, che si articolerà in un ciclo di appuntamenti, curati da Milovan Farronato, Stella Bottai e Lavinia Filippi, ospitati all’interno del Padiglione.


 

Procedure e informazioni

La 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e Né altra Né questa: La sfida al Labirinto saranno aperte al pubblico dall’11 maggio al 24 novembre 2019

 

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